APPROFONDIMENTI SULLA CORRETTA INTERPRETAZIONE DELLO STANDARD DELL'OLD ENGLISH SHEEPDOG

         La conoscenza di una razza passa attraverso la comprensione del suo Standard, che significa saperne dare una corretta interpretazione.

         La prima formulazione dello Standard dell'Old English Sheepdog risale al 1888. Questa versione è rimasta pressoché immutata per circa un secolo fino a quando, intorno al 1983, il Kennel Club Inglese manifestò la necessità di riformulare gli Standard di tutte le razze Inglesi, al fine di rendere omogenea la loro impostazione. Per quanto riguarda la nostra razza, furono interpellati gli 11 Club Inglesi esistenti , cui fu chiesto di coordinarsi al fine di redigere una Proposta di Standard condivisa e dando un "elenco di voci" da compilare.

         I Club si misero all'opera, in modi e forme diverse, chi costituendo commissioni interne, chi organizzando incontri aperti a tutti i Soci (da tener conto che, generalmente, quasi tutti gli appassionati sono Soci di vari Club).
E, soprattutto, si iniziò a discutere, liberamente, pubblicamente ….

         Alla fine, nel 1988 il Kennel Club Inglese ufficializzò quello che, nell'impianto, è lo standard attualmente in vigore, salvo le aggiunte recenti e successive modifiche relative alla coda integra.

         Nel periodo che va dal 1984 al 1986, nonostante la Commissione che rappresentava gli 11 Club (Breed Council) ponesse in rilievo e ribadisse in ogni occasione che non si intendeva modificare lo Standard, ma solo renderlo più chiaro, lo standard riscritto suscitò dei pareri favorevoli, ma anche moltissime critiche.
Furono in molti, infatti, a ritenere che in alcuni punti sostanziali non si trattasse di semplice riformulazione dei medesimi concetti, ma di vero e proprio tentativo di stravolgimento delle peculiarità della razza.
Citando un intervento apparso "chiunque con un po' di cultura puo' giocare il gioco semantico, mescolare le parole, aggiungere qualche aggettivo e avverbio e uscirsene con un modello rivisitato della razza. (omissi) Lo Standard è un punto di arrivo e non alterabile per lo schiribizzo di quello che desiderano alcuni allevatori o che può sembrare che certi giudici preferiscano in ring".

      In particolare, i più preoccupati furono i Club "non Inglesi", che temevano, cosa che poi puntualmente è avvenuta, che i giudici non specialisti delle altre nazioni mal interpretassero concetti che, per un conoscitore della razza, restano validi anche se non espressi esplicitamente o se sono formalmente mal formulati. Infatti, se da un lato i rappresentanti del Breed Council hanno sempre sostenuto che, indipendentemente dalla formulazione dello Standard, un conoscitore della razza sa comunque come deve essere fatto un Bobtail corretto, è pur vero che un giudice esterno alla razza giudicherà in base a quanto recepisce dallo Standard Ufficiale.

         Per questo motivo, è interessante leggere una serie di interventi apparsi su pubblicazioni inglesi: oltre a darci un mirabile esempio di esplicito scontro dialettico su tematiche importanti (ma si sa che l'Inghilterra è la culla della democrazia e gli Inglesi sono anglicani, per cui criticare non è peccato mortale...), forse riescono a far meglio comprendere quei passaggi che, se mal interpretati, possono portare a una perdita della tipicità di razza per come è esistita e per come è stata tramandata fino ai giorni nostri.



Patrizia Fiorenzato     e-mail